travestimento gay

Nel 1922 Luigi Pirandello iniziò la sua raccolta di 365 novelle, rimasta poi incompiuta, che intitolò Novelle per un anno, a indicare che il lettore avrebbe potuto deliziarsi della lettura con una storia diversa per ogni giorno dell’anno.

In una di queste novelle, La carriola, lo scrittore siciliano narra di un importante quanto azzimato avvocato di paese, noto e stimato professionista, ben voluto e amato da tutti per la sua correttezza sociale e morale, che alla sera, al rientro dal lavoro, manifestava immancabilmente uno strano rituale.

Dopo essersi accertato con grandissima cura della chiusura di tutte le imposte del proprio studio, e che nessuno potesse sentire o vedere nulla di ciò che stava per accadere al suo interno, prendeva la sua mansueta cagnolina bianca per le zampe posteriori e facendola procedere con le sole zampe anteriori, camminavano insieme a lungo, in tondo per il locale, appunto come avesse condotto una carriola. Questo con grande soddisfazione dell’avvocato.
Noi non sappiamo cosa lo scrittore avesse inteso con quella metafora. Se intendeva cioè dire qualche cosa d’altro, oppure se la cagnolina rappresentasse un altro elemento o una parafilia dell’avvocato, magari personaggio realmente esistito, che Pirandello non aveva né descritto con chiarezza, preferendo un’analogia aperta a molteplici interpretazioni. Il 1922 era ancora un periodo abbastanza buio per la letteratura e forte di pregiudizi, inoltre la Sicilia dei quegli anni sicuramente non agevolava l’esibizione di grandi exploit sessuali letterari.

Comunque sia, la carriola potrebbe rappresentare qualunque forma erotica segreta, da mostrare a pochi intimi che insieme a noi condividono la passione e che sanno mantenere la discrezione necessaria riguardo a questo tipo di atteggiamenti.

I travestimenti gay, come se ne possono vedere su baffogay.com, hanno tutto il sapore di un gesto molto intimo, capace di risvegliare passioni, consolidare abitudini antiche, quasi fanciullesche e stupire piacevolmente chi, uomo, anche per solo caso e curiosità, si trova a indossare panni femminili.

Indossare reggiseni, giarrettiere, scarpe con tacchi, corpetti, ma anche capi meno femminili ma chiaramente di matrice femminile, diventa un’esperienza indiscutibilmente perturbante. Con un travestimento gay si va a ricercare un ruolo di genere sessuale che non ci appartiene, o meglio, che socialmente non ci appartiene, ma che in realtà ci appartiene e dal quale, per qualche ragione, ci sentiamo espropriati.

Locali gay, feste private, eventi pubblici, luoghi domestici, ma anche luoghi virtuali come Skype, diventano allora zone franche in cui esibire i propri travestimenti gay e godere di noi stessi in quei ruoli femminili esattamente come ci accade di vedere nei video porno di baffogay.com.

Per chi ha la passione dei travestimenti gay, indossare un reggiseno, forse l’indumento più rappresentativo della femminilità e uno slip in pizzo, con la consapevolezza di conservare al di sotto di quell’essere donna attributi maschili, da esibire al momento opportuno e con delicatezza, mostrandoli lentamente, facendoli fuoriuscire dai tessuti con piccoli movimenti insinuanti, può rappresentare una fonte di grandissima eccitazione erotica. Forse esattamente come accadeva intimamente all’avvocato pirandelliano, eccitazione però che lo scrittore siciliano sicuramente non ci aveva descritto come porno.